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EDITORIALE: Arte e Cultura

EDITORIAL: Art and Culture

Lanfranco Rosati

Università degli Studi eCampus, Novedrate, Italia

lanfranco.rosati (at) uniecampus.it


Anche questa Rivista si appresta a celebrare a suo modo il centenario della nascita di Alberto Burri, accostato a quello di un altro Grande Valtiberino, Piero della Francesca, antesignano e Grande Maestro dell’arte pittorica del Cinquecento. Sono così spiegate, per l’intelligenza del lettore le scelte fatte con questo editoriale con il quale diamo il via al decennale della nostra presenza nel panorama culturale della contemporaneità. L’arte, così come ci viene consegnata nel XXI secolo, è affidata all’espressione informale astratta. Gigantesche tele in cellotex, in plastica, in compensato si affidano alla policromia, alle combinazione dei colori quand’anche non si smarriscono nel nero o nel rosso lacerati da strappi inimmaginabili che eguagliano profondità e superfici apparentemente reattivi al vuoto, alla miseria, alla desolazione, alla morte, al non senso. E qui ciascuno getta se stesso, la proprie angosce, il proprio scatto nel futuro che ha il presente come territorio di partenza. Quale futuro? Quello che ognuno ama intravedere, verso il quale desidera proiettarsi, dove ritrova il proprio ubi consistam. Ecco, dunque, la scelta del tema attorno al quale si polarizzano i contributi di questo fascicolo che prende le mosse da un evento “locale”, ma ha una portata alta sulla cultura in generale e sull’ educazione in particolare perché sia patrimonio comune della popolazione del secolo che stiamo attraversando. Qui si coglie un altro grave motivo di denuncia di una forma di innovazione che coinvolge la scuola la quale, affidata ai riformatori di stagione, deve badare alle abilità e alle competenze che l’allievo dovrà possedere, piuttosto che sul carico di informazioni che dovrà caricarsi sulle spalle. Non è da oggi, tuttavia, che la buona pedagogia dichiara che le conoscenze, cioè i saperi, quelli che danno sostanza ai cosiddetti Programmi Scolastici, o se si vuole alle discipline di studio, sono soltanto ed esclusivamente strumenti per la formazione del pensiero critico, per l’acquisizione di uno stile personale con il quale si affrontano i problemi del mondo della realtà, ma che non sono la realtà. Che è poi quello che oggi si chiede alla scuola. Intanto sta per prendere il via una nuova stagione che è destinata a coinvolgere il nostro paese. Anzi sono due gli elementi di contorno che esigono l’assunzione di nuove responsabilità, prima etico-morali che economico-politiche: sono l’annunciato Giubileo voluto da Papa Bergoglio e l’expo di Milano, entrambi destinati a moltiplicare le esperienze della popolazione non solo numericamente ma anche e soprattutto eticamente, se è vero che è previsto un giro d’affari assai voluminoso. Potrebbero crescere le tentazione di vero e proprio furto e violenza nei riguardi di chi non ha potere, mentre fanno moltiplicare gli illeciti e le ruberie. Che fare, allora? Cogliere le occasioni per guardare oltre, per avviare una ordinata crescita del paese con il lavoro e la volontà di cooperazione leale.