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EDITORIALE: Riconoscimenti ufficiali di scientificità della rivista

EDITORIAL: Official acknowledgments of the scientific journal

Lanfranco Rosati

Università degli Studi eCampus, Novedrate, Italia

 

Ci siamo. Vega Journal ha ottenuto, a partire da maggio, il riconoscimento di “prima rivista nell’area SS Social Sciences”. E scusate se è poco. Naturalmente l’attribuzione di questo privilegio non è cosa da poco né nasce a caso, perché è preceduta da un intenso lavoro editoriale e da una collaborazione fittissima ad ogni livello, italiano e straniero, così da legittimare la qualifica di “Rivista internazionale”con la quale si presenta  e definisce, sia spaziando nel campo della ricerca pedagogica che in quella didattica.

Meno male che c’è chi “controlla” periodicamente il materiale elaborato e pubblicato e ne valuta la qualità scientifica. Intanto però, l’occasione ci fornisce il pretesto per aprire un discorso nuovo dove sta perfino la soluzione al problema della scuola e dell’insegnamento qui, in Italia: quello della valutazione.

Che la valutazione debba e possa essere ripensata, senza trascurare i classici contributi di Gattullo e Calonghi, lo chiede il mutamento culturale determinato dalla presenza massiccia di nuovi strumenti tecnologici, a cominciare da Internet per non dire dell’IPhone, l’IPad, il cellulare, la lavagna interattiva multimediale, la pluralità dei siti-Web, che autorizzano i ragazzi, soprattutto nella scuole superiori come all’Università, di accedere alle informazioni di prima mano, senza mediazione alcuna dell’insegnante il quale, al di là e al di fuori di offrire abilità strumentali – soprattutto fin dalla scuola primaria – è obbligato a trasformare il suo ruolo di “trasmettitore” di cultura in suscitatore di processi di apprendimento, in esercizi di applicazioni pratiche, di ricerca autonoma e libera secondo sentieri addirittura inimmaginabili.

Se questo è lo scenario sul quale Vega Journal, per “l’ottima valutazione ottenuta e dal rigore del journal ancora una volta confermato dal rispetto delle norme internazionali per le riviste peer-review” risulta indicizzata nei data base DOAJ, Dowling College, Genamics, ILO, UZH, MIAR, Sherpa/Romeo, DRJI, WorldCat, CiteFactor, OAJI, INNO SPACE SJIF,  GIF GLOBAL IMPACT FACTOR, University of Saskatchewan, UNIVERSITEITS BIBLIOTHEEK GENT, TORONTO PUBLIC LIBRARY, New York Public Library, HARVARD Widener Library, University of OXFORD (Bodleian Library), Yale University Library, Berlin Staatsbibliothek, Columbia University Library, Biblioteca Nacional de España. In sostanza i riconoscimenti internazionali sono documentati da questo elenco, quantunque parziale, che vede la nostra rivista nelle primissime posizioni (prima e terza), con valutazioni crescenti che ne confermano il rigore e la scientificità, riscontrabili in SJIF con Impact Factor di 5.108 e negli altri database selettivi con valutazioni in aumento.

Il discorso, come si avverte, è molto impegnativo, ma intanto rende onore e gratifica gli sforzi compiuti, a partire dal recente convegno internazionale di Novedrate, che ha richiamato l’attenzione e partecipazione di oltre 50 Università, di circa 11 paesi, in partenariato con la Red Internacional de Universidades Lectoras (RIUL) e la inclusione ne Il Maggio dei Libri, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, del MiBACT e del Centro per il libro e la lettura.