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Ricerca scientifica tra formazione e database

Scientific research into training and database


Lanfranco Rosati

Università degli Studi eCampus, Novedrate, Italia

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Abstract

School and university, privileged places of experience and exercise of the mind, with a quality organization pursuing competence and merit, urged to pressure by the data and materials research, as well as under the pressure of the network.

Keywords: research, university, school, competence, merit


Riassunto

Scuola e università, luoghi privilegiati di esperienza e di esercizio della mente, con una organizzazione di qualità perseguono competenza e merito, sollecitate dall’incalzare dei dati e dei materiali della ricerca, come anche sotto la pressione della rete.

Parole chiave: ricerca, università, scuola, competenza, merito


Introduzione

La grave crisi economica che coinvolge l’Europa è destinata ad aggravare i già complessi problemi che coinvolgono il mondo degli adulti. Uno dei temi ricorrenti, allora, sarà proprio quello della formazione permanente degli adulti che troverà sollecitazioni adeguate nella Rivista, soprattutto davanti ai cambiamenti imposti dalla diffusione delle tecnologie informatiche e dei twitter con la “tablettizzazione” e la navigazione digitale diffusa.

Non solo. C’è nell’aria il bisogno emergente di tornare ad accreditare l’esperienza individuale e collettiva sul sapere genericamente astratto, talora consegnato alla tradizione, al libro scritto e alla parola del maestro. Il problema, sebbene realmente esistente, ha una duplice faccia che non confligge tra mondo pensato e mondo reale, tra empiria e metafisica, tra pensiero e azione: è piuttosto nella mediazione di entrambe, così che obbliga a riaffermare il valore di una formazione scolastica ed educativa che non conosce confini e che nella scuola e nell’università ha i suoi capisaldi.

I nuovi codici della formazione scientifica

Scuola e università, dunque, vive e funzionanti, culla di esperienza e di esercizio della mente, con una organizzazione di qualità che persegue la competenza e il merito. C’è bisogno di una vivacità e freschezza che si rinnovano quotidianamente, sotto l’incalzare dei dati e dei materiali della ricerca, come anche sotto la pressione della rete.

L’oggettività delle considerazioni scientifiche, delle valutazioni accademiche è oggi filtrata da database, che con rigore tecnico si impongono nella valutazione delle conoscenze richiedendo l’adeguamento del sapere a canoni ingegneristico-informatici.

Dunque i contributi scientifici necessitano oggi di nuovi requisiti, proiettati alla globalizzazione della conoscenza dove le keywords divengono fondanti per l’identificazione da parte di possibili lettori, e soprattutto per la localizzazione dei materiali disponibili su scala mondiale.

Vega journal è sempre stato ricettivo a queste sollecitazioni, così da aver ritenuto ancora una volta necessario avviare anche una pubblicazione in formato cartaceo, con periodicità annuale e codice ISSN 2283-3692. Il fine di tali azioni editoriali non è una rinuncia al digitale, ma un invito a continuare a leggere per coloro che non riescono a mantenere vivo l’interesse durante l’accendersi delle parole in uno schermo.

Non vi è uno sdoppiamento degli spazi, ma un ulteriore accentramento del nome Vega che si fa forte del sostegno di editoria scientifica proprio della Morlacchi University Press, che con accordi internazionali inerenti al nostro journal accresce la valenza e il referaggio anonimo, che sempre hanno scandito le proposte pubblicate in questi luoghi.

Tuttavia dato che il Journal, di tipo Open, come oggi è riconosciuto a livello internazionale Vega journal, continua a ricevere apprezzamenti, che nell’era della modernità liquida di Bauman (2006), o dei Nativi Digitali di Prensky e Chen (2012), dove il linguaggio della rete non è solo alfabetico, ma sempre più matematico-informatico, qui i riconoscimenti che si riscontrano sono visualizzabili attraverso l’indicizzazione.

Questa è una delle motivazioni che ci porta a svelare quanto fino ad ora era stato lasciato agli esperti, ovvero la presenza di Vega Journal in numerosi database internazionali, dove attualmente si evidenzia la valutazione in crescita rispetto agli anni precedenti, e non in decrescita, quindi dal ICDS 2012= 3.845 si è passati a un ICDS 2013 = 3.954, dove ICDS sta per Índice de Difusión, superando numerose riviste su area internazionale.

Conclusione

Tornando dunque alle “cose che vale la pena di sapere”, come avrebbero detto Postman e Weingartner, è stata creata una nuova voce per guidare i lettori nella oggettiva valutazione del journal in aree internazionali, così da aver inserito già i database: DOAJ, Downling College, Genamics, ILO, University of Zurich, MIAR, Sherpa/Romeo e WorldCat.

Acronimi internazionali che non vogliono disarmare il fruitore, ma dare la possibilità di apprezzare anche secondo parametri di scientificità internazionale i contributi già valutati da lettori anonimi e pubblicati con cadenza quadrimestrale.


Riferimenti bibliografici

Bauman, Z. (2006). Modernità liquida. Roma-Bari: Laterza.

Bauman, Z. (2012). Conversazioni sull’educazione. Trento: Erikson.

Chen, M. & Prensky, M. (2012). From Digital Natives to Digital Wisdom: Hopeful Essays for 21st Century Learning. CA: Corwin.

Postman, N. & Weingartner, C. (1970). L’insegnamento come attività sovversiva. Firenze: La Nuova Italia.

Rosati, L. (1999). Parole e significati. I traguardi dell’azione. Perugia: Morlacchi.