Home Archivio 2006 12 - Anno II Numero 3 Educazione o pedagogia comparata. Differenze e analogie.

Educazione o pedagogia comparata. Differenze e analogie.

La Pedagogia Comparata è il risultato di uno studio prodotto da più teorie che hanno determinato la formazione e la realizzazione concreta di istituzioni educative; più precisamente si tratta di un lavoro di ricerca nel quale teorie  pedagogiche vengono comparate, pertanto può essere rispondente a verità che risultano sempre dal confronto e dalla raccolta di più informazioni.

Il metodo di comparazione fra sistemi educativi diversi fu elaborato già nel mondo antico, ma è stato con Marc Antoin Jullien, agli inizi del XIX secolo, che si è avvertita e poi concretizzata l’esigenza di studiare obiettivamente, per finalità pratiche, la struttura teorica e le realizzazioni pratiche di sistemi educativi stranieri. Al Jullien, inoltre, si deve  la fondazione del primo Centro di documentazione internazionale, costituito a Ginevra nel 1819. Sicuramente è stato questo il contributo più importante che il pedagogista francese ha dato alla Pedagogia comparata per la sua costituzione e  fondazione nei termini di una nuova scienza.

E’stato però soltanto agli inizi del XX secolo, ad opera di Michael Sadler, che la Pedagogia Comparata da uno studio puramente descrittivo come era fino ad allora si è configurata, secondo una prospettiva scientifica, come analisi pluridimensionale e perciò abbastanza vasta e complessa.

Dopo la prima guerra mondiale l’educazione ha affondato le sue radici nella società in generale piuttosto che nella scuola in particolare,  così che le comparazioni hanno dovuto orientare e ispirare i presupposti e le motivazioni, più lontane e/o vicine nel tempo, cioè “storiche” (appartenenti al passato) e contemporane, dei sistemi educativi.

Fra gli Autori e gli studiosi che hanno apportato un significativo contributo allo studio comparativo sono da ricordare F. Hilker in Germania, E. King in Inghilterra, P. Rosselò in Svizzera e G. Bereday in America[1].

Quando si parla di educazione comparata, invece, si intende indicare e definire l’ambito di studio in base al materiale, all’oggetto concreto, alle cose e agli eventi educativi che vengono manipolati nella situazione educativa. Questa espressione è legittima, nel senso che non è priva di senso, e trova proprio il suo autentico significato nella trattazione in cui gli eventi educativi vengono comparati. L’espressione, tuttavia, non è più legittima se lo studio non comporta eventi, ma soltanto teorie educative, poiché si tratta di due aspetti e realtà differenti. L’espressione, quindi, non è sempre corretta, addirittura in certi casi risulta impropria[2].

Si può perciò sostenere che sia la pedagogia che l’educazione comparata trovano i loro punti di riferimento nel sistema persona-cultura e valori, poiché l’educazione riguarda la persona che sarà protagonista dell’azione formativa, la cultura come universo simbolico significante nella quale essa si muove, con un mondo di valori a cui si accosta e fa riferimento. La pedagogia, in quanto scienza dell’educazione, non può essere considerata come riflessione a sé, ma, al contrario, risulta nutrita di valori e significati che fanno costante riferimento alla persona, soggetto e “oggetto”formale dell’educazione.

L’educazione comparata orienta all’analisi degli eventi e dei contesti storico-culturali nei quali sono da comprendere e collocare i fini, gli scopi e gli obiettivi formativi, nonché l’organizzazione e l’amministrazione finanziaria, la struttura (cicli e livelli), i contenuti, i metodi e le tecniche che contraddistinguono le scuole europee.

Comparare, dunque, significa cercare le differenze, al fine di esaltarle, valorizzarle e comprendere per una scuola sicuramente migliore, perché più efficace in quanto rispondente ai bisogni formativi delle nuove generazioni.



[1] E. J.KING, Insegnanti e società in evoluzione, Armando  Editore, Roma 1972.

[2] Battista Orizio, Pedagogia Comparativa, Editrice La Scuola , Brescia 1997.